In un "semplice" distributore acqua spesso vengono utilizzate tecnologie talmente sviluppate di cui gia' solo il nome e' sufficiente a lasciarci perplessi. Non e' il caso dell'adsorbimento, ossia la capacita' da parte di molecole, ioni ed atomi di creare legami chimici o interazioni fisiche. La sua assonanza con la ben piu' nota parola "assorbimento" non ci trae in inganno, anzi! Sostanzialmente, infatti, si tratta di un processo di cattura fisica da parte di una superficie, detta interfase, di sostanze inorganiche. Per fare un esempio, potremmo citare i carboni attivi. In tal modo, vengono, quindi, eliminati dalla sostanza i soluti che risultano dannosi alla nostra salute.
In natura il processo osmotico e' diffusissimo, sia in ambito biotico che abiotico. Le cellule vegetali si mantengono turgide grazie a questo meccanismo. Allo stesso modo interviene nei cicli di molti elementi importanti per la vita, come il carbonio o l'azoto. Sostanzialmente si tratta di un passaggio di acqua attraverso una membrana selettivamente permeabile per bilanciare la concentrazione di soluti nelle due soluzioni. Questo tipo di pressione e' totalmente naturale e non prevede alcun tipo di dispendio energetico. L'industria dei distributori acqua, sfrutta, invece, l'osmosi in direzione opposta alla variante presente in natura.
Un dispenser acqua fa bene sia a te sia a cio' che ti circonda. Pensa per un attimo a tutta l'acqua che consumiamo ogni giorno e alle relative bottiglie! Oltre allo spreco della plastica in se', bisogna pensare a tutta la filiera che c'e' dietro per la produzione ed il trasporto: un'enormita'. Invece, utilizzando meno contenitori e quindi meno materiali, si producono meno rifiuti e si spreca meno energia di quanta necessiti un contenitore di qualsiasi genere usa-e-getta. Pensiamo anche a questo nel momento dell'acquisto. L'installazione di questi impianti e' una scelta di responsabilita' verso il nostro mondo che di problemi, ne ha molti, e deve ripartire dalle piccole soluzioni.
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